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Sentenza condanna banca interessi

Sentenza in materia di condanna delle banche

E’ nullo ogni addebito effettuato dalla banca nel corso del rapporto a titolo di commissioni di massimo scoperto e spese fisse di chiusura, per insussistenza di qualsiasi accordo in tal senso tra le parti, con l’effetto che gli importi corrispondenti a detti addebiti dovranno essere scomputati dal saldo finale del conto e restituiti alla societa’ istante ex art. 2033 cod.civ.. Quanto agli interessi ultra legali, la mancanza di qualsiasi pattuizione sul tasso superiore alla misura legale determina la nullita’ dell’addebito di interessi superiori al tasso di legge, con la conseguente applicazione del tasso d’interesse legale ex art. 1284, 2 comma cod. civ. per cio’ che concerne il periodo anteriore all’entrata in vigore della legge n. 154/92 (essendo pacifico in causa che il rapporto di conto corrente e’ sorto nel 1970), e, per quanto concerne il periodo successivo al 8/7/92 – dovendo la banca adeguarsi alla nuova normativa (cfr. ex multis Cass. n. 2871/07) – la nullita’ discende dalle previsioni dell’art. 4 della legge n. 154/92, poi trasfuso nell’art. 117 del D.Lgs. 385/93, con conseguente applicazione del tasso previsto dalla lettera a) del medesimo art. 117 TUB. (in materia di condanna delle Banche per indebito relativo agli interessi ultra legali, alle spese di massimo scoperto e di chiusura, Tribunale di Verona, n. 570/2013.)

Sentenza in materia di condanna delle banche

La mancata contestazione degli estratti conto inviati al cliente dalla banca, oggetto di tacita approvazione in difetto di contestazione ai sensi dell’art. 1832 c.c., non vale a superare la nullita’ della clausola relativa agli interessi ultra legali, posto che l’unilaterale comunicazione del tasso di interesse non puo’ supplire al difetto originario di valido accordo scritto in deroga alle condizioni di legge, richiesto dall’art. 1284 c.c..(in materia di condanna delle Banche per indebito relativo agli interessi ultra legali, Tribunale Roma, 20/06/2014, n. 13487).

Sentenza in materia di condanna delle banche

Ai sensi dell’art. 1284, terzo comma, cod. civ., la costituzione dell’obbligo di pagare interessi in misura superiore a quella legale richiede la forma scritta “ad substantiam”, sicche’, nel caso di mancata sottoscrizione del relativo patto da parte di entrambi i contraenti, non puo’ ritenersi che un accordo siffatto si sia concluso “per facto concludentia”. (in materia di condanna delle Banche per indebito relativo agli interessi ultra legali, Cassazione civile, 11/02/2014, n. 3017).

Sentenza in materia di condanna delle banche

L’accertata nullita’ delle clausole che prevedono, relativamente agli interessi dovuti dal correntista, tassi superiori a quelli legali e la capitalizzazione trimestrale impone la rideterminazione del saldo finale mediante la ricostruzione dell’intero andamento del rapporto, sulla base degli estratti conto a partire dall’apertura del medesimo, che la banca, quale attore in senso sostanziale nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha l’onere di produrre, non potendo ritenersi provato il credito in conseguenza della mera circostanza che il correntista abbia formulato rilievi in ordine alla documentazione prodotta nel procedimento monitorio. (in materia di condanna delle Banche per indebito relativo agli interessi ultra legali, Cassazione civile, 19/09/2013, n. 21466).