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Raccolta sentenze recupero credito

Sentenza in materia di recupero credito

Qualora nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo vengano introdotti con l’opposizione fatti estintivi, modificativi od impeditivi dell’esistenza del credito di cui al decreto verificatisi dopo la sua pronuncia e prima della scadenza del termine per l’opposizione oppure qualora nel corso del giudizio di opposizione vengano introdotti fatti di quella natura verificatisi dopo la proposizione dell’opposizione, nell’ipotesi in cui il debitore non abbia formulato domanda di accertamento della verificazione dei detti fatti, la pronuncia di inammissibilita’ dell’opposizione per ragioni di rito, come la tardivita’ o il difetto di procura (nel regime anteriore alla l. n. 69 del 2009), una volta passata in cosa giudicata, non preclude la possibilita’ di dedurre quei fatti o con azione di accertamento negativo o, se sia minacciata o iniziata l’esecuzione sulla base del decreto, rispettivamente con l’opposizione al precetto e con l’opposizione all’esecuzione.” (in materia di recupero credito, Cassazione civile, 19/03/2014 Numero: 6337).

Sentenza in materia di recupero credito

In tema di espropriazione di crediti, il terzo pignorato, debitore del debitore esecutato, non e’ legittimato a far valere l’impignorabilita’ del bene poiche’, essendo la questione attendente al rapporto tra creditore procedente e debitore esecutato, manca l’interesse sancito dall’art. 617 c.p.c.. ” (in materia di recupero credito, Cassazione civile, 18/02/2014 Numero: 3790).

Sentenza in materia di recupero credito

In materia di espropriazione forzata di crediti, la previsione della competenza del giudice del luogo di residenza del debitore (artt. 26, secondo comma, e 543, secondo comma, n. 4 c.p.c.) comporta, ove il terzo debitore sia una persona giuridica, la facolta’ del creditore procedente di ricorrere al foro della sede legale della persona giuridica oppure, in alternativa, a quello del luogo in cui la stessa ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l’oggetto della domanda. (in materia di recupero credito, Cassazione civile, 11/02/2014, Numero: 3077).

Sentenza in materia di recupero credito

Ottenuta l’assegnazione di una somma in sede di pignoramento presso terzi, il creditore puo’ precettare non solo il “debitor debitoris”, ma anche il suo avente causa a titolo particolare (nel caso di specie, affittuario d’azienda). (in materia di recupero credito, Tribunale Reggio Emilia 10/02/2014).

Sentenza in materia di recupero credito

Non puo’ essere qualificato come atto di precetto ai sensi dell’art. 480 c.p.c. il semplice invito al pagamento rivolto dal creditore al proprio debitore qualora, per la carenza dei requisiti richiesti da detta norma (in specie, l’intestazione, l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo, l’indicazione delle parti, la sottoscrizione del creditore e/o del suo difensore, l’elezione di domicilio o la dichiarazione di residenza), non sia riconoscibile come atto di precetto, pur se fatto notificare unitamente al titolo esecutivo. Conseguentemente, non e’ ammessa l’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615, comma 1, c.p.c. avverso un mero invito al pagamento che sia irriconoscibile come atto di precetto. (in materia di recupero credito, Cassazione civile, 31/01/2014, Numero: 2109).