L’assegno divorzile ha natura, da un lato, assistenziale, dall’altro perequativo -compensativa ed implica il riconoscimento di un contributo volto, non a conseguire l’autosufficienza economica del richiedente sulla base di un parametro astratto, bensì un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella vita familiare in concreto; un’eventuale nuova convivenza della parte beneficiaria non implica ex se la decadenza del diritto a percepire la prestazione, in quanto incide solo sull’esigenza assistenziale che l’assegno divorzile soddisfa, ma non ne esclude la componente compensativa.

Corte appello Roma sez. famiglia, 06/12/2021, n.8081

 

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