Anche se nel nostro ordinamento nulla è specificamente previsto in merito alla regola della trasmissibilità agli eredi dei rapporti giuridici patrimoniali facenti capo al de cuius, tuttavia il principio di trasmissibilità può essere desunto da una serie di norme; anzitutto dal combinato disposto degli artt. 460 e 490 c.c. (il primo riconosce al chiamato all’eredità il potere di compiere atti di amministrazione temporanea, lasciando intendere che la successione possa comprendere anche rapporti contrattuali; il secondo utilizza il termine ‘patrimonio’ per evidenziare l’insieme delle situazioni soggettive, comprese quelle di natura contrattuale, facenti capo al soggetto defunto). In secondo luogo, in materia di contratti, il codice civile contiene previsioni che regolano specificamente le conseguenze del decesso di una delle parti contrattuali, improntandola al principio di continuazione, cosicché il decesso non è causa di cessazione, bensì al massimo titolo di recesso facoltativo. Ciò comporta che i contratti possono validamente trasmettersi agli eredi.

Tribunale Reggio Calabria sez. I, 29/06/2021, n.966