Addio bamboccioni… Lo ha detto la Cassazione

Il concetto di famiglia in Italia è rimasto immutato per secoli. A differenza di ciò che avviene nei Paesi del Nord Europa, è sempre apparsa normale la famiglia numerosa, quella dei nostri nonni o bisnonni, con i figli che sposati restavano spesso sotto lo stesso tetto dei loro genitori. Ma il mondo è cambiato e anche l’Italia. Il mercato del lavoro chiede una capacità di spostamento, iniziativa e autonomia che la civiltà contadina non prevedeva.

Recenti statistiche ci dicono che l’Italia è tra le quattro nazioni della Ue con il più alto tasso di giovani adulti (tra i 18 e i 34 anni) che vivono ancora con i genitori. Sono, cioè, circa il 50%, mentre la media europea è al 28%. Sono più i maschi (56%) delle femmine a rimanere a casa. Stiamo parlando dei cosiddetti bamboccioni, la cui infanzia dura in eterno, essendo mantenuti dai genitori.

Al riguardo è intervenuta la recente sentenza n. 17183 della Cassazione che ha affermato che il figlio ha il dovere di rendersi autonomo dai propri genitori e cercarsi un’occupazione in grado di mantenerlo. È stato infatti, respinto il ricorso di una donna che contestava la decisione della Corte d’appello di revocare l’assegno di euro 300,00 che l’ex marito aveva versato per anni al figlio, un ragazzo di circa 30 anni di professione insegnante di musica (precario) e che guadagnava circa 20 mila euro all’anno come supplente. Secondo i giudici, spettava al ragazzo ridurre le proprie ambizioni adolescenziali. Importanti le proprie aspirazioni ma ad un certo punto si deve anche fare i conti con la realtà pratica e poter pagare le bollette.

La pronuncia conferma un principio giurisprudenziale sul quale anche il Tribunale di Verona si è già espresso affermando addirittura che il padre (che io assistevo) nell’ambito di una separazione non deve pagare il mantenimento della figlia maggiorenne, ma che stava ancora frequentando la scuola superiore. Assistiamo, pertanto, al passaggio da un’ottica di assistenzialismo a quella di auto responsabilità.