Separazione e Divorzio

Accordo tra le parti circa condizioni di separazione

L’accordo tra le parti in materia di regolamentazione delle condizioni di separazione dei coniugi, redatto dall’avvocato matrimonialista, per la parte disponibile, ha effetto anche se non e’ stato trasfuso in un atto sottoposto al giudice per l’omologazione, avendo natura negoziale tra le parti. (Cassazione civile, sez. III, n. 24621).

Separazione ed immobile in comodato d’uso

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Chi abbia concesso in comodato un immobile destinato a soddisfare le esigenze abitative della famiglia del comodatario, senza fissare limiti temporali, non puo’ porre fine al rapporto, nonostante la parziale dissoluzione del nucleo familiare per l’intervenuta separazione dei coniugi, sino a quando permangano le esigenze abitative di quella parte della famiglia che continui ad abitare nell’immobile a seguito della sua assegnazione al genitore affidatario della prole, tramite ricorso depositato dall’avvocato matrimonialista, a meno che sopravvenga un bisogno urgente e imprevisto, quale la necessita’ di un uso diretto dell’immobile ovvero un deterioramento delle condizioni economiche del comodante che giustifichi la restituzione del bene anche ai fini di una sua vendita o locazione.(Cassazione civile, sez. III, 17/12/2015, n. 25356).

Domanda di modifica assegno di mantenimento

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Deve ritenersi correttamente motivata la decisione dei giudici del merito, che hanno respinto la domanda di modifica dell’assegno di mantenimento avanzata dalla madre affidataria dei figli maggiorenni, tramite l’avvocato divorzista, atteso che l’incremento delle spese derivanti dal trasferimento di entrambi i figli ad altra sede universitaria era comunque compensato dalla sia pur saltuaria capacita’ reddituale degli stessi figli, i quali avevano dimostrato di non gravare stabilmente e esclusivamente sui contributi economici dei genitori, percependo borse di studio universitarie, idonee ad abbattere i costi di permanenza nella sede universitaria, e svolgendo attivita’ lavorative, estive e/o collaterali allo studio, tali da incrementare le loro disponibilita’ finanziarie. (Cassazione civile, sez. VI, 14/01/2016, n. 439).

Fissazione decorrenza data assegno divorzile

La decorrenza dell’assegno divorzile puo’ essere fissata alla data della domanda, depositata dall’avvocato divorzista, ove adeguatamente motivata. (Cassazione civile, sez. VI, 11/01/2016, n. 212).

Domanda azione responsabilità genitoriale

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Il patto contenuto in un accordo di separazione omologato, con cui i coniugi stabiliscono che al momento dell’attribuzione definitiva in proprieta’ dell’immobile al marito questo venga suddiviso tra gli stessi, deve essere interpretato non in maniera atomistica ma tenendo conto dei criteri ermeneutici di cui agli articoli 1362 e 1363 c.c.; sicche’ dal contenuto complessivo dell’atto deve desumersi che le parti avessero inteso concludere un negozio atipico traslativo ad effetti differiti e non gia’ una semplice attribuzione in godimento del bene in favore della moglie. (Cassazione civile, sez. I, 29/01/2016, n. 1747).

Esclusione residua Solidarietà post matrimoniale

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Nel caso in cui un giudice di uno Stato membro della Ue sia investito di un’azione relativa alla separazione e allo scioglimento del vincolo coniugale tra i genitori di un figlio minore, e un giudice di un altro Stato membro sia chiamato a pronunciarsi su un’azione per responsabilita’ genitoriale riguardante detto figlio, una domanda relativa ad un’obbligazione alimentare nei confronti del minore e’ unicamente accessoria all’azione relativa alla responsabilita’ genitoriale. (Cassazione civile, sez. un., 05/02/2016, n. 2276).

Matrimonio regolato dalle leggi nazionali

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L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorche’ di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivemmo matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilita’ dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicche’ il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti, la formazione di una famiglia di fatto, costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost., come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge fa personalita’ dell’individuo e’ espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarieta’ postmatrimoniale con l’altro coniuge, il quale non puo’ che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo. (Cassazione civile, sez. VI, 11/01/2016, n. 225).

Patto accordo separazione omologato

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Il coniuge che abbia aderito alla domanda di cessazione degli effetti civili del matrimonio formulata dall’altro coniuge, tramite l’avvocato divorzista, non ha interesse ad impugnare la conseguente sentenza dichiarativa sul presupposto dell’intervenuto annullamento del vincolo in sede ecclesiastica, il cui giudizio e’ autonomo rispetto a quello ordinario, sicche’ nessuna interferenza puo’ ipotizzarsi tra le due sentenze, aventi natura, presupposti e finalita’ diverse, nonche’ destinate ad avere rilievo in ordinamenti distinti, tanto piu’ che dall’eventuale accoglimento del gravame non puo’ derivare alcuna utilita’ giuridica alla parte che lo propone, che e’ configurabile solo in caso di soccombenza, almeno parziale, e non anche nell’ipotesi di adesione alla domanda di controparte. (Cassazione civile, sez. I, 11/09/2015, n. 17969).

Separazione e divorzio senza recarsi al tribunale

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Il Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 10 novembre 2014, n. 162, ha introdotto una procedura che consente di giungere alla Separazione o al Divorzio senza recarsi in Tribunale, con l’eventuale assistenza di un avvocato. A Verona dall’11 dicembre dello scorso anno (data di entrata in vigore della legge) sono state introdotte ben 37 procedure. Avanti il Sindaco di Verona sono state già azionate anche tre procedure di negoziazione assistita, che richiede l’intervento di un legale. La nuova normativa in materia di Separazione e Divorzio ha introdotto poi un procedimento di negoziazione assistita, sempre per le soluzioni consensuali, che prevede il semplice nulla osta o la mera autorizzazione del Tribunale. Tutto cio’ in un’ ottica di minori costi e di risparmio di tempo per il cittadino.

Assegno di mantenimento nella separazione

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Solo le condizioni di incapacita’ economica definitiva giustificano l’omesso versamento dell’assegno di mantenimento per il figlio minore. (Nel caso di specie poiche’ il genitore era sano, abile al lavoro e di giovane eta’, nonostante le difficoltà economiche, egli aveva l’obbligo di procurarsi un’attivita’ lavorativa per far fronte al mantenimento del figlio di minore età). (Tribunale La Spezia, 26/02/2014, 177)

Sentenza in materia di assegno in divorzio

La convivenza more uxorio del coniuge, destinatario dell’assegno, tale da aver dato vita ad una vera e propria famiglia di fatto, puo’ rendere inoperante o comunque puo’ produrre una sospensione dell’assegno divorzile. (Cassazione civile, sez. VI 26/02/2014 Numero 4539).

Assegno di mantenimento al figlio maggiorenne

L’obbligo di mantenimento genitoriale per il figlio maggiorenne cessa solo ove si provi il presupposto dell’indipendenza economica. Il figlio deve quindi godere di un reddito corrispondente alla professionalita’ acquisita ovvero deve sottrarsi volutamente allo svolgimento di attivita’ lavorativa adeguata. (Cassazione civile, sez. VI 26/02/2014, Numero: 4534).

Sentenza in materia di assegno in divorzio

Anche in presenza di evidente sproporzione dei redditi delle parti, si deve riconoscere la corresponsione dell’assegno divorzile all’ex coniuge che si trovi in uno stato di salute tale da compromettere una qualsiasi attivita’ lavorativa.(Cassazione civile, sez. VI 13/02/2014, Numero 3365).

 Assegno mantenimento figlio nel divorzio

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Il mantenimento del figlio maggiorenne e’ da escludersi ove questi abbia iniziato ad espletare un’attività lavorativa, dimostrando quindi il raggiungimento di una adeguata capacita’, senza che possa rilevare la sopravvenienza di circostanze ulteriori che, pur determinando l’effetto di renderlo momentaneamente privo di sostentamento economico, non possono far risorgere un obbligo di mantenimento, i cui presupposti erano gia’ venuti meno, potendo sussistere al massimo, in capo ai genitori, un obbligo alimentare (negato, nella specie, il mantenimento in favore del figlio ventottenne, il quale aveva gia’ svolto attività lavorativa nel settore turistico-alberghiero e inoltre non frequentava con profitto il corso di laurea a cui risultava formalmente iscritto da piu’ di 8 anni). (Cassazione civile, 27/01/2014, 1585)

Assegno di mantenimento diretto al figlio

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A seguito della riforma del diritto di famiglia con legge n. 54/2006, non essendo intervenuta una sostanziale modifica degli assetti normativi che disciplinano gli obblighi di entrambi i genitori nei confronti dei figli, ancorche’ maggiorenni, deve ritenersi tutt’ora sussistente la legittimazione del coniuge convivente (definita normalmente “concorrente” o “straordinaria”) ad agire iure proprio nei confronti dell’altro genitore, in assenza di un’autonoma richiesta da parte del figlio, per richiedere tanto il rimborso, pro quota, delle spese gia’ sostenute per il mantenimento del figlio stesso, quanto il versamento di un assegno periodico a titolo di contributo per detto mantenimento. Il Giudice dovra’ cosi’ valutare caso per caso se disporre il relativo “versamento” nelle mani del genitore, ovvero direttamente in quelle del figlio maggiorenne, ovvero in parte all’uno ed in parte all’altro. (Cassazione civile, 10/01/2014, 359)

La casa coniugale in materia di separazione

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Il godimento della casa familiare nella separazione e’ attribuito tenendo conto dell’interesse dei figli ed ha una ratio di protezione nei confronti di questi ultimi; tale ratio protettiva e’ evidentemente configurabile solo con riguardo ai figli minorenni o non economicamente autosufficienti, non ponendosi altrimenti alcuna esigenza di speciale protezione nella separazione (Cassazione civile sez. I, 18 settembre 2013, n. 21334).

La riconciliazione e la separazione consensuale

libroLa riconciliazione, successiva all’omologazione della separazione consensuale, determina la cessazione degli effetti della precedente separazione, con caducazione del provvedimento di omologazione della separazione. In caso di successiva separazione, occorre un nuovo provvedimento di separazione ed il giudice dovrà procedere ad una nuova valutazione della situazione patrimoniale dei coniugi, tenendo conto delle eventuali sopravvenienze e, quindi, anche delle disponibilità acquisite per effetto della precedente separazione (Cassazione civile 26 agosto 2013, n. 19541).

Assegnazione della casa nella separazione

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L’assegnazione della casa coniugale nella separazione non può’ costituire una misura assistenziale per il coniuge economicamente più’ debole, ma può’ disporsi, a favore del genitore affidatario dei figli minori, oppure convivente con figli maggiorenni ma non autosufficienti economicamente e ciò’ pur se la casa stessa sia di proprietà’ dell’altro genitore o di proprietà’ comune nella separazione (Cassazione civile sez. I, 01 agosto 2013, n. 18440).

Mancata assegnazione della casa coniugale

libroLa ratio della norma dell’art 155 quater c.c. nella separazione e’ volta alla salvaguardia del preminente interesse della prole, onde evitare che i figli abbiano a subire conseguenze del forzato sradicamento dall’ambiente in cui si sono formati gli affetti.

Quindi la mancanza di figli nati dall’unione dei coniugi preclude l’applicabilità’ di detta norma quando uno dei due coniugi ne richiede l’assegnazione, seguendo l’immobile, oggetto di contestazione, la normativa ordinaria in materia di proprietà’ e possesso (Tribunale Roma sez. I, 22 luglio 2013, n. 16128).

Rilevanza infedeltà del coniuge nella separazione

bilanciaL’infedeltà di un coniuge, può essere rilevante al fine dell’addebitabilità della separazione soltanto quando sia stata causa o concausa della frattura del rapporto coniugale, e non anche, pertanto, qualora risulti non aver spiegato concreta incidenza negativa sull’unità familiare, come avviene allorquando il giudice nel giudizio di separazione accerti la preesistenza di una rottura già irrimediabilmente in atto (confermato, comunque, nel caso in esame, l’addebito della separazione nei confronti della donna, essendo stata ritenuta decisiva la sua relazione extraconiugale (Cassazione civile 11 luglio 2013, n. 17199).

Il lavoro fuori casa e l’addebito della separazione

libroNon può costituire motivo di addebito della separazione la circostanza che uno dei coniugi, pur non avendone la necessità, per essere l’altro disposto ad assicurargli con le proprie risorse il mantenimento di un tenore di vita adeguato al livello economico-sociale del nucleo familiare, abbia voluto dedicarsi ad una attività lavorativa retribuita, al fine di affermare la propria personalità anche al di fuori dell’ambito strettamente domestico. (Cassazione civile, 10 luglio 2013, n. 17089).