Avvocato del Lavoro

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Cerchi un avvocato a Verona che si occupi di diritto del lavoro?

L’assistenza da parte di un avvocato del lavoro, ovvero di un professionista specializzato che si occupi delle controversie tra il lavoratore e il datore di lavoro, è estremamente utile per chi si trova a dover gestire un conflitto in sede stragiudiziale o in sede giudiziale.
Il lavoratore con contratto dipendente, nel rapporto con il datore di lavoro, rappresenta infatti la parte debole con minori suoi poteri contrattuali ed economici. In virtù di questa disparità, il legislatore ha riconosciuto al lavoratore dei diritti particolari da far valere in determinate situazioni.

Le materie dell’avvocato del lavoro

Come specificato, l’avvocato del lavoro è un professionista specializzato che si occupa di controversie attinenti al rapporto instaurato tra un lavoratore dipendente ed un datore di lavoro.
Tra i suoi compiti possiamo individuare:

  • la nascita o chiusura di un rapporto di lavoro dipendente;
  • la materia riguardante licenziamenti singoli o collettivi;
  • i trasferimenti;
  • i contratti di lavoro in genere;
  • la sicurezza e la prevenzione in ambito lavorativo;
  • i procedimenti disciplinari ed eventuali provvedimenti che sono dal lavoratore dipendente contestati;
  • le dimissioni e il mobbing;
  • il lavoro senza la presenza di un contratto (lavoro in nero).

Ovviamente, in tutti questi casi, l’avvocato del lavoro può essere chiamato a rappresentare il lavoratore oppure il datore. Alla nascita della controversia, il professionista agirà al fine di risolvere la situazione in favore del proprio assistito, tramite due possibili percorsi: giudiziale o stragiudiziale.

Come agire a seguito di una controversia sul lavoro

Il ricorso davanti al tribunale sarebbe a volte da preferire, ma sono in molti che scelgono altre soluzioni per evitare le lungaggini giudiziarie. Le possibilità sono comunque tre: conciliazione, arbitrato o tribunale. Le prime due possibilità vengono definite risoluzioni stragiudiziali, poiché esse non prevedono il ricorso ad un giudice seguendo la prassi procedurale prevista dalle dovute normative ma sono piuttosto procedimenti più spediti, a volte fallaci in quanto non è detto che le parti raggiungano con esse un accordo.

  1. La Conciliazione: in sede amministrativa, l’avvocato del lavoratore può consigliare al proprio cliente di ricorrere alla conciliazione, poiché come procedura risulta essere abbastanza veloce. per farlo è sufficiente rivolgersi ad una delle sedi di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro o presso una sede sindacale, ricorrendo a una delle procedure previste dai contratti collettivi. L’avvocato del lavoro o giuslavorista si occuperà di assistere e consigliare il proprio cliente in ogni fase, presenziando alla conciliazione e offrendo la propria competenza;
  2. L’Arbitrato: anche in questo caso, si tratta di una procedura atta ad evitare il tribunale e delle lunghe tempistiche. Si svolge presso la Commissione di conciliazione presente sempre presso la Direzione Territoriale del Lavoro oppure in una delle sedi sindacali. Se le parti, durante la conciliazione, non arrivano ad alcuna conclusione, possono convenire di presentarsi presso un soggetto terzo, imparziale, che deciderà per loro. Anche durante questa fase, è ovviamente utile e consigliata l’assistenza da parte di un avvocato giuslavorista;
  3. Il Tribunale: quando la controversia non viene risolta con la conciliazione o l’arbitrato e le parti continuano ad essere in conflitto, per rimediare sarà necessaria la presenza di un Giudice Unico del Lavoro, l’ultima strada da intraprendere. In questo caso sarà possibile seguire l’intero iter giudiziario, che parte dal tribunale per poi ricorrere alla Corte d’Appello presso la sezione lavoro.

Perché è spesso fondamentale rivolgersi all’avvocato del lavoro

I tempi previsti per la risoluzione di una causa di lavoro sono tendenzialmente più rapidi rispetto a quelli di una causa ordinaria.

Non devono infatti trascorrere più di 60 giorni tra il momento in cui si deposita il ricorso e la data nella quale viene convocata l’udienza.

Dopo la notifica della sentenza, sono 30 i giorni utili per presentare l’appello, che aumentano a 6 mesi in caso di pubblicazione della sentenza.
L’appello s’intenderà proposto nel momento in cui la parte avrà depositato il ricorso nei termini sopra descritti.

In aggiunta, la materia giuridica riguardante il lavoro, può richiedere, essendo ampia, determinate conoscenze per essere compresa. Per essere certi di interpretarla correttamente e per far valere i propri diritti, l’assistenza di un professionista del settore può rivelarsi davvero fondamentale.

 

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