Assistenza legale malasanità Verona

Siamo Studio specializzato in gestione di risarcimento danni per errore medico a Verona.

Da anni ci occupiamo di casi di malasanità e diamo piena assistenza legale per chi è vittima di negligenza causata da personale medico-infermieristico pubblico o privato.
Ci trovi a Verona e forniamo tutela legale in materia di risarcimento danni per errore medico verona.

Di seguito pubblichiamo una serie di sentenze in materia di malasanità.

REATO COLPOSO IN GENERE – Colpa professionale
In tema di colpa medica é riscontrabile la colpa lieve, non punibile solo se il medico abbia riscontrato una corretta diagnosi e poi si sia discostato dalle linee guida prescritte per il caso e non quando vi sia stata una colposa omessa diagnosi. (Nel caso di specie, si trattava di un detenuto ricoverato in Ospedale in cui i medici intervenuti avevano omesso la diagnosi da sindrome da inanizione, pur avendone la possibilità in considerazione dei risultati delle analisi del sangue e delle urine). (Corte assise appello Roma, 06/10/2016 n. 41).

RESPONSABILITÀ CIVILE – Professionisti – medici e paramedici
In tema di responsabilità civile, con riguardo all’attività attività medico – chirurgica – nelle controversie volte ad accertare la responsabilità medica – pur gravando sull’attore l’onere di allegare i profili concreti di colpa medica posti quale fondamento della proposta azione risarcitoria, tale onere non si spinge fino alla necessità di enucleazione di specifici e peculiari aspetti tecnici di responsabilità professionale, conosciuti e conoscibili soltanto agii esperti del settore. A fronte dall’allegazione dell’attore di inadempimento od inesatto adempimento, a carico del sanitario, o dell’ente, resta sempre l’onere probatorio relativo sia al grado di difficoltà della prestazione sia all’inesistenza di colpa o di nesso causale.
(Tribunale Napoli sez. VIII, 27/09/2016 n. 10440).

SANITÀ PUBBLICA – Unità o Aziende Sanitarie Locali
La limitazione della responsabilità professionale del medico ai casi di dolo o colpa grave a norma dell’art. 2236 c.c. si applica nelle sole situazioni che presentino problemi tecnici di speciale difficoltà e, in ogni caso, tale limitazione di responsabilità attiene esclusivamente all’imperizia, non all’imprudenza e alla negligenza, con la conseguenza che risponde anche per colpa lieve il professionista che, nell’esecuzione di un intervento o di una terapia medica, provochi un danno per omissione di diligenza. (Tribunale Bari sez. II, 23/06/2016 n. 3513).

REATO COLPOSO IN GENERE – Colpa professionale
In tema di colpa medica il giudizio di prevedibilità ed evitabilità dell’evento lesivo deve compiersi “ex ante” in base al parametro oggettivo dell'”homo eiusdem professionis et condicionis”. (Nel caso di specie, si trattava di un paziente ospedalizzato per cirrosi epatica dovuta ad alcolismo che era caduto per terra ed aveva riportato una leggera escoriazione, che decedeva per un emorragia subdurale post traumatica e per lacerazioni infracefaliche, laddove il medico di turno che aveva omesso la tac per diagnosticare l’emorragia è stato ritenuto non responsabile perché non vi erano elementi che potessero far dedurre un emorragia in considerazione del tipo di vomito a caffè, tendenzialmente biliare e non a getto, che indicasse la presenza di problemi neurologici). (Tribunale Torre Annunziata, 30/04/2016 n. 1611).

RESPONSABILITÀ CIVILE – Professionisti
In tema di responsabilità medica, la difettosa tenuta della cartella clinica da parte dei sanitari non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente, cui anzi, in ossequio al principio di vicinanza della prova, è dato ricorrere a presunzioni se sia impossibile la prova diretta a causa del comportamento della parte contro la quale doveva dimostrarsi il fatto invocato. Tali principi operano non solo ai fini dell’accertamento dell’eventuale colpa del medico, ma anche in relazione alla stessa individuazione del nesso eziologico fra la sua condotta e le conseguenze dannose subite dal paziente. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito, che aveva escluso la responsabilità dei sanitari nonostante non risultassero per sei ore annotazioni sulla cartella clinica di una neonata, nata poi con grave insufficienza mentale causata da asfissia perinatale, così da rendere incomprensibile se poteva essere più appropriata la rilevazione del tracciato cardiotocografico rispetto alla mera auscultazione del battito cardiaco del feto). (Cassazione civile, sez. III, 31/03/2016, n. 6209).