Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 13 l. 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa) e, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 l. 11 marzo 1953, n. 87, dell’art. 30, comma 4, l.6 agosto 1990, n. 223 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato). Tali norme sono incostituzionali, perché in contrasto con la libertà di manifestazione del pensiero, obbligano il giudice a punire con il carcere il reato di diffamazione a mezzo stampa o della radiotelevisione, aggravata dall’attribuzione di un fatto determinato. La minaccia dell’obbligatoria applicazione del carcere può produrre infatti l’effetto di dissuadere i giornalisti dall’esercizio della loro cruciale funzione di controllo dell’operato dei pubblici poteri.

Corte Costituzionale, 12/07/2021, n.150