Ai fini del riconoscimento dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente, ovvero del diritto all’assegnazione della casa coniugale, il giudice di merito è tenuto a valutare, con prudente apprezzamento, caso per caso e con criteri di rigore proporzionalmente crescenti in rapporto all’età dei beneficiari, le circostanze che giustificano il permanere del suddetto obbligo o l’assegnazione dell’immobile, fermo restando che tale obbligo non può essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, poiché il diritto del figlio si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione, nel rispetto delle sue capacità, inclinazioni e (purché compatibili con le condizioni economiche dei genitori) aspirazioni (nella specie, la Corte ha ritenuto che l’iscrizione all’università non può bastare per sancire il diritto del figlio a percepire il contributo economico del padre. Rilevante il fatto che il ragazzo avesse allo stesso tempo un contratto di lavoro a tempo indeterminato, seppur part-time).

Cassazione civile sez. VI, 11/06/2020, n.11186