Deve ritenersi corretta la valutazione della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato circa l’idoneità della pratica, che comporta la trasmissione dei dati degli utenti Facebook dalla piattaforma del “social network” ai siti “web/app” di terzi e viceversa, senza preventivo consenso espresso dell’interessato, per l’uso degli stessi a fini di profilazione e commerciale, a trarre in inganno il consumatore e ad impedire la formazione di una scelta consapevole, omettendo di informarlo del valore economico di cui la società beneficia in conseguenza della sua registrazione al social network.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 10/01/2020, n.260