L’affidamento condiviso presuppone la ripartizione di compiti e di responsabilità nella gestione del figlio, tale da realizzare un bilanciamento nelle sfere di competenza di ciascun genitore; in sostanza ai fini della operatività dell’istituto dell’affidamento condiviso dei figli è necessario un accordo sugli obiettivi educativi, una buona alleanza genitoriale e un profondo rispetto dei rispettivi ruoli, il che esclude il ricorso a tale rimedio nell’ipotesi in cui tra i genitori non vi sia un profondo rispetto reciproco. Ciò posto, la condotta del genitore che si allontani dalla casa coniugale e comunque si renda irreperibile, così mostrando assoluto disinteresse per le sorti della famiglia, rende di fatto impossibile l’affidamento condiviso, che presuppone appunto divisione di compiti, di tempi e modalità di permanenza del minore presso ciascun genitore, gestione e cura del minore nella quotidianità: deve, pertanto, in tali ipotesi farsi luogo all’affidamento esclusivo, che appare conforme all’interesse del minore, assicurandosi al genitore non affidatario (e quindi al minore stesso) un diritto di frequentazione comunque articolato, nei limiti in cui ciò risulti possibile tenendo conto della situazione venutasi a determinare.

Tribunale Rieti, 30/10/2019, n.785