libroIn tema di sinistro causato da veicolo non identificato, così come non è obbligatoria la presentazione della denuncia -querela, non è obbligatorio ai fini dell’ottenimento del risarcimento aver indicato anche in tale sede i nominativi dei testimoni poi sentiti come testimoni nel procedimento civile.

I fatti

La Corte di appello e il Tribunale rigettavano la domanda di risarcimento danni proposta dalla madre di un ragazzo rimasto coinvolto in un incidente, poi divenuto maggiorenne nel corso del giudizio, contro una compagnia assicuratrice, a seguito delle lesioni patite in un sinistro stradale di cui era responsabile il conducente di un veicolo rimasto non identificato.

La Corte territoriale osservava che parte attrice non aveva mantenuto una condotta improntata a diligenza ai fini dell’identificazione del veicolo responsabile del sinistro, non avendo affatto indicato ai Carabinieri, nè poi al P.M., le generalità delle persone presenti all’accaduto, che poi invece citava come testimoni (e in quanto tali venivano escussi) nel giudizio civile.

Il danneggiato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente ritenuto necessaria la tempestiva indicazione di testimoni già in sede di denuncia del sinistro ai fini della proposizione stessa della domanda di danni, senza valutare le risultanze della prova testimoniale espletata in corso di giudizio in ordine alla sussistenza di circostanze relative alla dimostrazione della causazione del sinistro da parte di un veicolo rimasto non identificato.

Secondo le Corte di Cassazione, il motivo è manifestamente fondato alla luce del seguente principio di diritto (non contrastato dai rilievi della memoria di parte controricorrente): “In tema di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la presentazione di una denuncia o di una querela contro ignoti non è condizione di proponibilità dell’azione di risarcimento del danno esperita, ai sensi della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 19, (ratione temporis applicabile), nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, nè il danneggiato è tenuto ad attivarsi per identificare il veicolo in quanto l’accertamento giudiziale, nel cui contesto la presentazione o meno della denuncia o della querela costituisce un mero indizio, non riguarda la diligenza della vittima nel consentire l’individuazione del responsabile, ma la circostanza che il sinistro stesso sia stato effettivamente provocato da un veicolo non identificato” (tra le altre, Cass. n. 23434/2014, Cass. n. 374/2015, Cass. n. 27541/2016);

La Corte territoriale, discostandosi dal rammentato principio, ha erroneamente pretermesso ogni valutazione delle risultanze istruttorie (e, segnatamente, della prova testimoniale; con la precisazione che il giudice del merito rimane comunque libero di valutare l’attendibilità stessa delle testimonianze, in uno con le ulteriori circostanze relative allo svolgimento dei fatti inerenti al sinistro) ai fini della sussistenza, o meno, della prova sulla mancata identificazione del veicolo responsabile del sinistro, considerando le deposizioni testimoniali soltanto come indice della negligenza del danneggiato nella proposizione di adeguata denuncia-querela.

Il ricorso va, dunque, accolto e la sentenza impugnata cassata, con rinvio della causa alla Corte di appello in diversa composizione.

Cassazione civile, sez. VI, 03/05/2018,  n. 10545