bilanciaContenzioso tributario, l’omessa comunicazione alle parti della data di trattazione determina la nullità della sentenza impugnata. E’ quanto emerso in una recente sentenza della Cassazione Civile. Nel contenzioso tributario, la comunicazione della data di udienza adempie ad un’essenziale funzione di garanzia del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.

I fatti

Nel caso di specie, il contribuente ha impugnato la sentenza della Corte Tributaria Regionale (CTR) che aveva dichiarato dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione eccependo la nullità della medesima attesa la mancata comunicazione della data di trattazione dell’udienza, in violazione dell’art. 31 d.lgs. n. 546/1992.

Il primo motivo di ricorso – con il quale si denunzia la nullità della sentenza impugnata per non avere comunicato, come espressamente richiesto, la data di trattazione del giudizio – è manifestamente fondato, con assorbimento del secondo.

La censura è fondata alla luce del consolidato orientamento della Corte secondo cui “nel contenzioso tributario, la comunicazione della data di udienza, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 31, applicabile anche ai giudizi di appello in relazione al richiamo operato dell’art. 61 del medesimo Decreto, adempie ad un’essenziale funzione di garanzia del diritto di difesa e del principio del contraddittorio, sicchè l’omessa comunicazione alle parti, almeno trenta giorni prima, dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione, determina la nullità della decisione comunque pronunciata“.

Nell’assenza di prova di rituale e tempestiva comunicazione della data fissata per l’udienza di trattazione, ne consegue, pertanto la nullità della sentenza impugnata con rinvio alla CTR la quale provvederà anche al regolamento delle spese di questo giudizio.

Cassazione civile , 23 gennaio 2018, n.1590, sez. VI